CURRICULUM DI "UN UOMO INVEROSIMILE"

 

1881 Gavino Gabriel nasce il 16 agosto a Tempio Pausania, in Gallura, da Salvatore e Marisa Piccoi, originaria di Buddusò.
 
1896-1900 Si trasferisce a Cagliari per studiare al Regio Liceo Classico “Giovanni Maria Dettori”. Alunno brillante, coltiva la passione per il canto e si cimenta in alcuni componimenti poetici che pubblica sulla rivista locale «Il Pensiero», sotto lo pseudonimo di Sisto V. Gli viene conferito il diploma d’onore in una gara dantesca indetta tra tutte le scuole superiori del Regno.
 
1901-1905 Studia Lettere all’Università di Pisa e si laurea con una tesi su Paolo Cortese e le origini della critica estetica letteraria. La commissione è presieduta da Giovanni Pascoli, docente di Grammatica greca e latina. 
 
1906 A Roma riceve l’incarico di lettore dei giornali esteri al Gabinetto Rava e collabora con Domenico Oliva al «Giornale d’Italia». Nello stesso anno si trasferisce a Firenze, dove lavora alla Biblioteca Filosofica. Si sposa con Maria Pia Cabella, da cui avrà sei figli.
 
1907 Redige la prima versione del libretto della sua opera lirica, allora intitolata La Yura (Il giuramento ordalico). Cinque quadri di vita sarda in Gallura.
 
1908 Cura l’edizione dei Ragguagli di Parnaso di Traiano Boccalini, pubblicata due anni più tardi dall’editore Rocco Carabba nella collana Scrittori nostri diretta da Giovanni Papini. Risalgono probabilmente a questa occasione i primi contatti con gli intellettuali riuniti intorno alla rivista fiorentina «La Voce», e i primi concerti in cui presenta e reinterpreta il repertorio tradizionale sardo. 
 
1909 A Firenze collabora con «La Voce» e stringe amicizia, oltre che con il fondatore Giuseppe Prezzolini, anche con Giannotto Bastianelli e Ildebrando Pizzetti. Con lo pseudonimo A. B. Salu (“abbisalu”, in dialetto gallurese “indovinalo”), firma articoli di rivendicazione dei diritti dell’isola.
 
1910 Prende lezioni di canto da Teresina Singer e da Liberio Vivarelli, e continua a tenere concerti per voce e chitarra con programmi di musica sarda. Uno di questi, recensito positivamente sul quotidiano fiorentino «Il Fieramosca», vede tra il pubblico il poeta Gabriele d’Annunzio. Su sollecitazione di Ildebrando Pizzetti pubblica l’articolo Canti e cantadóri di Gallura per la «Rivista Musicale Italiana». Nello stesso anno, con il patrocinio dall’ambasciata italiana in Inghilterra, si reca a Londra per tenere un ciclo di conferenze-concerto sulla musica tradizionale della Sardegna.
 
1911 Una delle sue conferenze-concerto viene recensita favorevolmente nel quotidiano «The Westminster Gazette», che definisce il suo modo di cantare “spontaneo e molto affascinante”. Negli anni successivi ripropone in Italia le conferenze londinesi, arricchendole di nuovi approfondimenti. Rientrato in Italia, pubblica su «La Nazione» il saggio dal titolo Un poeta di Gallura (Franciscu Multineddu)
 
1911-1916 Si trasferisce a Romagnano Sesia (NO), dove insegna lettere presso la Scuola Tecnica-Collegio «Curioni». Divenuto direttore, vi fonda una biblioteca umanistica e un foglio mensile (La Bibliotechina) nel quale gli alunni pubblicano, tra le altre cose, articoli di etnografia locale. 
 
1913-1914 Continua a tenere le sue conferenze-concerto in diverse località della penisola. Il 1 febbraio 1914 a Torino, nel Salone della scuola di danza classica del Maestro Ferraria, viene eseguito lo spartito de La Jura per canto e pianoforte, alla presenza del compositore Leone Sinigaglia e dello scultore Leonardo Bistolfi; le parti vocali sono interpretate dallo stesso Gabriel, accompagnato al pianoforte dal Maestro Perracchio.
 
1916-1919 Arruolato come ufficiale di fanteria nella Brigata Como e nella Compagnia X, pubblica il manuale illustrato Il respiratore inglese e i gas in guerra, destinato agli ufficiali istruttori.
 
1919-1920 Si impegna in politica. Tra i fondatori della sezione tempiese dell’Associazione Nazionale Combattenti (ANC), diventa membro del Comitato centrale ma non viene eletto alle politiche. La sua candidatura è invece premiata alle amministrative dell’anno successivo, quando conquista il seggio di consigliere provinciale.
 
1921 Concorre alle politiche per il Partito Sardo d’Azione, ma non viene eletto. Continua le conferenze-concerto, che tiene anche su invito dei reali a Villa Savoia e Villa Margherita. Al Teatro Quirino di Roma presenta il coro a tàsgia di Aggius, la cui esibizione registra vasta eco sulla stampa: in platea, insieme a Prezzolini, vi sono anche Eleonora Duse e Grazia Deledda. Si tratta della prima di una nuova serie di conferenze-concerto in cui il canto a più parti della Sardegna viene interpretato dalla viva voce dei protagonisti. 
Intrattiene una fitta corrispondenza con D’Annunzio, che lo ospita a più riprese nella villa di Cargnacco sul lago di Garda; insieme elaborano il progetto di un "Teatro lirico regionale" e la preparazione di un volume sui canti d’Italia. Grazie alla mediazione di Prezzolini incontra il ministro Giovanni Gentile, e comincia a lavorare a un programma di didattica musicale per le scuole che prevede l’impiego del fonografo. Redige inoltre un progetto per la realizzazione di una Discoteca Etnica Nazionale; l’iniziativa, nonostante l’approvazione del Consiglio delle Belle Arti, viene abbandonata per insufficienza di fondi.
 
1922-1924 Si impegna in un'intensa attività di divulgazione delle nuove tecnologie di riproduzione sonora. Istituisce il Reparto Educativo della società discografica “Grammofono”. Incide, per alcune delle più prestigiose etichette discografiche, una serie di dischi 78 giri in cui interpreta canti sardi accompagnandosi alla chitarra (La disispirata, Serenata di Gallura, Canti della Planargia e dell’Anglona, Canti di Barbagia). 
In un ciclo di conferenze organizzate a Milano, Firenze e Roma sotto l’egida del Ministero della Pubblica Istruzione, illustra il suo progetto di un “Corso sul grammofono educativo”, che descrive in diverse pubblicazioni. Nel 1923, l’utilizzo di questo strumento didattico viene istituito con Regio decreto in tutte le scuole italiane. 
Per i tipi di Italica Ars pubblica Canti di Sardegna, una raccolta di saggi sulla musica tradizionale sarda. Collabora agli spettacoli della Sala Azzurra di Milano, che si avvalgono della consulenza di Luigi Pirandello ed Ettore Romagnoli. Qui porta in scena Vendemmia di Gallura, coreografia in costume sardo con danze di bambini e commento musicale per quartetto d’archi, da lui composto. 
 
1925 Presso la società Phonos di Giovanni Treccani fonda la rivista discografica «Il Suono», che ha però vita brevissima. Continua la serie di conferenze didattiche in diverse città italiane.
 
1926 A palazzo Chigi registra, per primo, la voce di Benito Mussolini su un cilindro di cera. Si occupa di cinema sonoro, collaborando alla progettazione del sincronizzatore fono-cinematografico Fonofilm Italico, brevetto Robimarga. Prepara inoltre alcuni saggi di fonofilm: Tarantella di Rossini e Il Cigno di Saint Saëns, presentati con successo a Padova e a Londra.
 
1927 Collabora con Giovacchino Forzano alla stesura del libretto de Il Re, l’ultima opera di Umberto Giordano rappresentata l’anno successivo al Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Arturo Toscanini. Pubblica la prima versione a stampa del libretto dell’opera lirica La Jura. Cinque quadri di vita gallurese, con le pregevoli illustrazioni di Melkiorre Melis.
 
1928 La Jura debutta al Politeama Regina Margherita di Cagliari con cinque recite (21-28 aprile). Il cast vede la presenza del soprano Carmen Melis nel ruolo di protagonista. La rivista cagliaritana «Fontana Viva», fondata da Raffa Garzia, gli dedica un numero speciale.
 
1929-1932 Su richiesta di Umberto Giordano scrive i versi per l’aria da camera È l’april che torna a me e per l’Inno del Decennale, commissionato a Giordano da Mussolini. Compila il catalogo storico per la casa di produzione discografica Edison Bell
A Roma, contribuisce alla fondazione della Discoteca di Stato «allo scopo di raccogliere e conservare per le future generazioni la viva voce dei cittadini italiani, che in tutti i campi abbiano illustrata la Patria e se ne siano resi benemeriti», assumendone nel 1932 l’incarico di primo direttore. Due anni più tardi, la Discoteca di Stato (oggi Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi) diventa per legge l’organo di conservazione di tutto il materiale sonoro prodotto in Italia. Nel 1932, per la casa di produzione cinematografica Cines-Pittaluga, realizza la serie di quattro brevi documentari dal titolo Visioni di Sardegna.
 
1932-1934 Per l’Albo d’oro della Discoteca di Stato registra le voci del duca del mare Paolo Emilio Thaon di Revel, di Pietro Badoglio, Cesare Maria de Vecchi, Italo Balbo, Edward De Bono, Guglielmo Marconi, Luigi Pirandello, Grazie Deledda e Giovanni Gentile. 
Per le edizioni Fono Roma raccoglie in una collezione di cinque dischi doppi alcuni canti monodici accompagnati alla chitarra (da lui stesso interpretati) e la polifonia del canto a tàsgia di Aggius. Per la stessa etichetta incide un disco con una sua intervista al tenore Giacomo Lauri-Volpi. Realizza l’Album Fonografico dei Condottieri, di cui cura la radiotrasmissione il 4 novembre 1933. 
Interviene al III Congresso nazionale di arti e tradizioni popolari con una relazione sulla «faciloneria» nelle pratiche di incisione sonora, richiamando alla necessità di adottare procedure severe, che non deformino i documenti sonori. Nella stessa occasione critica anche la penuria di risorse destinate alla Discoteca di Stato. Pubblica, con la prefazione di Giovanni Gentile, una raccolta delle sue conferenze didattiche dal titolo Musica a centimetri.
 
1935 Collabora come aiuto regista al film celebrativo del Centenario belliniano Casta Diva, diretto da Carmine Gallone. Partecipa come relatore al Convegno sulle musiche da film organizzato nell’ambito del Maggio Musicale Fiorentino. Realizza le riprese per il documentario Nei paesi dell’orbace, pubblicato l’anno successivo dalla casa di produzione cinematografica Cines-Pittaluga.
 
1936 Compila la voce “Musica” nelle pagine dell’Enciclopedia Italiana Treccani dedicate alla Sardegna (vol. XXX), e pubblica il volume Echi romani nella musica sarda. È chiamato a collaborare al quotidiano di Asmara «La nuova Eritrea», e si trasferisce in Eritrea. Durante il soggiorno nella colonia italiana si dedica allo studio dell’etnografia locale. 
 
1936-1938 Viaggia nella nuova e vecchia Eritrea per raccogliere i materiali per una Mostra delle attività produttive dell’Eritrea, che venne presentata alla Fiera del Levante di Bari e a Tripoli. Viene incaricato di ordinare e dirigere la locale Biblioteca del Governo.
 
1940 In qualità di Capo Ufficio Studi dell’amministrazione governativa, organizza una rete di radioascolto per tutta l’Eritrea. Collabora alla raccolta di materiali per la realizzazione della Mostra delle Terre Italiane d’Oltremare.
 
1941 Dopo il passaggio della colonia italiana agli inglesi, conserva la carica di Head of Research Section e viene nominato consulente e traduttore nella sezione atti legali della British Administration of Eritrea. Scrive 160 proverbi eritrei (inedito) e Profili eritrei, che raccoglie gli articoli sull’etnografia indigena pubblicati nei quattro anni precedenti.
 
1949 Viene inviato a New York per dare assistenza storico-giuridica alla missione incaricata di perorare la causa dell’indipendenza dell’Eritrea presso le Nazioni Unite. A New York incontra Giovanni Prezzolini, amico di lunga data e professore emerito di italianistica presso la Columbia University.
 
1950 Nominato presidente dell’Associazione Stampa Eritrea, organizza conferenze e spettacoli in cui si eseguono anche alcune sue composizioni: quartetti d’archi, sonate per pianoforte e romanze per canto e pianoforte. Ricopre la carica di Presidente onorario dell’Istituto Radiotecnico “G. Marconi” e del Circolo Universitario Asmarino.
 
1951 Rivendica all’Italia l’Archivio Storico Eritreo e riesce a portare a Roma 72 quintali di documenti relativi agli anni 1880-1940. Tiene un breve ciclo di conferenze in Sardegna e a Roma sul tema “L’Eritrea, invenzione italiana”.
 
1952 Per le edizioni dell’associazione “Amici del libro”, vengono pubblicate le raccolte Composizioni per pianoforte e Trittico per pianoforte. Rientra ad Asmara per occuparsi della Biblioteca, affidata all’amministrazione italiana in seguito agli accordi di Parigi.
 
1953 Rientrato in Italia, torna a risiedere a Roma. In questo periodo realizza, per conto del Ministero della Pubblica Istruzione (Cineteca scolastica), il documentario Etnofonia della Sardegna, in collaborazione con Remo Branca.
 
1954 Per incarico del Ministero della Pubblica Istruzione cura una raccolta di documenti etnografici che viene inaugurata con la pubblicazione del suo Voci e canne d’armonia in Sardegna.
 
1955 In occasione della “Settimana Sarda” a Milano, viene eseguito un suo Quartetto per archi.
 
1956 Al Congresso Nazionale delle Tradizioni Popolari che si tenne a Sassari, presenta il progetto per una "Fonofilmoteca Etnografica Sarda", commissionatogli tre anni prima dall’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna.
 
1957-1958 Ennio Porrino, direttore del Conservatorio di Musica di Cagliari, lo incarica di redigere un progetto per l’istituzione di una cattedra di Etnofonia sarda. Nonostante l'età avanzata, Gabriel inizia i corsi nel febbraio del 1958, ma lascia l’incarico l’anno successivo in seguito alla prematura morte di Porrino.
1958 Alcune sue composizioni vengono eseguite presso il Teatro Valle di Roma. A distanza di trent’anni, La Jura viene ripresa al Teatro San Carlo di Napoli (13-16 aprile).
 
1959 Riceve dal Presidente della Repubblica la medaglia d’oro al merito per la cultura. La Jura viene rappresentata al Teatro Massimo di Cagliari (21-22 maggio).
 
1960 Compone il commento musicale per i cinedocumentari di Remo Branca Le torri segrete e Il re dell’isola.
 
1961 Pubblica Cardi sardi, raccolta dei suoi articoli apparsi sul «Giornale d’Italia».
 
1962 Su incarico del Ministero della Cultura compila il Corso di Educazione Musicale, corredato di dischi e destinato alle scuole medie unificate. L’anno successivo lo completa con un volumetto di storia della musica.
 
1964-1967 Continua l’attività di pubblicista e saggista, fonda e dirige il mensile «La Scelta».
 
1971 Pubblica il volume La Sardegna di sempre, con la prefazione di Giuseppe Prezzolini e le illustrazioni di Dino Fantini.
 
1976 Nel volume di Giulio Cossu dedicato alla Poesia dialettale in Gallura 1900-1800-1700, cura l’appendice dal titolo Canto e poesia, in cui compaiono diverse trascrizioni di musiche tradizionali sarde.
 
1980 Muore a Roma il 28 novembre, all’età di 99 anni.